Rondini sul filo

Autor: Michele Mari

Editorial: Arnoldo Mondadori Editore (2019-07-12)

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Rondini sul filo ebook cover
I grandi amori, si sa, spesso offrono più occasioni di tormento che di pace. Ma qualche volta l’amore va oltre, spingendosi verso una tenebrosa frontiera, dentro un territorio pieno di apparizioni, di incubi, di fantasmi, nella popolosa landa dell’ossessione. Rondini sul filo è il febbrile monologo border-line che disegna, con accurata esasperazione, una lucida mappa; la minuziosa e visionaria geografia di un delirio. C’è una donna molto bella, una “strega burrosa” dai “vasti occhi egiziani circondati di ombra”, c’è la possibilità di un amore appagante, se l’innamorato non partisse dalla “lutulenza cupo-lucida” di quello sguardo per un mortale tuffo all’indietro, per un gratuito, dolorosissimo excursus nel passato di lei e nella topografia di una Roma di disperante bellezza: ma nel passato dell’amata non c’è salvezza per l’amante, nella sua irredimibilità non c’è argine per l’onda del rovello. Gelosia retrospettiva? Non è così semplice. L’ansia di conoscere, di radiografare, di ripercorrere attimo per attimo quel passato non è motivata da sola sovraeccitazione intellettuale. Al contrario, nasce dalla stessa radice carnale dell’amore. Il narratore, uomo nutrito e permeato di cultura, rimane impulsivo, anzi, primitivo; il sapere gli serve solo a percepire con accresciuta sensibilità la tortura della carne e dell’istinto. Lombrosianamente, egli crede nel corpo fin nei lobi, nei gangli, in un certo luogo del cervello detto “giro cingolato”, presunta sede delle ossessioni. Ma aver identificato quel punto basta a sopire il dolore? Non basta, soprattutto quando l’indagine scopre, tra gli antichi amanti della cui esistenza si può arrivare a farsi una ragione, un individuo ritenuto assolutamente indegno, oggetto di un odio così autodistruttivo da spingere il narratore in un viaggio nell’inferno della magia nera e in quello laico della chimica. Quest’odio è però altro dalla semplice gelosia: è un grido di protesta contro l’ irrazionalità del mondo, ed è il rimpianto per la giovinezza non vissuta e per tutto ciò che non ritorna. Temi che, sotto lo schermo del lamento d’amore, sono i veri protagonisti di questa irosa requisitoria, triviale e sublime, intellettuale e carnale; i temi di un libro “politicamente scorretto” che proprio nel fanatismo meritocratico consegue una sua paradossale eticità.